La ricorderò sempre quella discussione.
Le parole si accalcavano nell'aria, si spintonavano, stridevano, per cosa poi... un libro.
Carta stampata, pagine colme di simboli.
Pagine colme, di significati, pagine colme di qualcosa di più...
Le parole volavano taglienti e tu come estraniato da quel dolore surreale ti chiedevi incredulo come fosse possibile... un libro.
E' solo un libro...
E qualcosa si ruppe.
Lo vidi, come materiale, lo sentisti...
Ci fu uno schianto, da qualche parte.
Qualcosa aveva ceduto sotto l'accumularsi di un peso eccessivo... un peso che non avresti mai pensato tale, un peso che si dimostrò tale solo dopo averti schiacciato...
Quelle assurde lame volavano nell'aria e tu ti ascoltavi parlare come sospeso in un altra dimensione, compenetrante, ti sentivi parlare e gli occhi ti si velavano di lacrime, perché non capivi..
E' solo un libro.
Non può essere, è solo carta, sono solo... parole.
Cosa saranno mai le parole...
Non era possibile, non era concepibile quello sfrangiarsi, perché quella sensazione di sgretolamento? Perché quell'orrenda smania di ossigeno mancante, quella consapevolezza del fatto che fosse tutto vero...
Sono solo...parole...
Poi il tempo passò... e quell'angoscia a cui non credesti venne soffocata da carezze asfissianti e impaurite.
Passò il tempo, più di un anno e una sua metà, passò il tempo, e poi tutto finì...
Eppure, quel giorno, in quelle parole, qualcosa si ruppe davvero, anche se non volli crederci.
Per un libro... un libro... solamente...parole.
Mattoni:strepitio, p-a-r-o-le



